Ancora Donald Trump contro Columbia. E questa volta in ballo c’è l’accreditamento dell’università. L'amministrazione ha avviato mercoledì il processo per revocarlo a causa delle accuse di antisemitismo rivolte all'ateneo. La mossa rappresenta un'escalation da parte dell'amministrazione dopo il blocco di 400 milioni di dollari in finanziamenti federali mai ripristinati, nonostante che l'università abbia ceduto alle richieste della Casa Bianca in materia di ammissioni e curriculum e che includevano punizioni severe per studenti ed ex studenti coinvolti nelle proteste pro-Palestina.

L'accreditamento negli Stati Uniti è un processo fondamentale attraverso il quale un'università o un'istituzione scolastica viene riconosciuta ufficialmente come conforme a determinati standard di qualità. Senza accreditamento, un'università non può ricevere fondi federali (come i prestiti agli studenti), rischia di perdere prestigio accademico e riconoscimento dei titoli e può vedere compromessa la validità dei diplomi emessi.

Non è il governo federale direttamente a decidere, ma enti indipendenti chiamati “accrediting agencies”, nel caso di Columbia l'associazione non governativa Middle States Commission on Higher Education, che ha confermato ad Axios di aver ricevuto la comunicazione del Dipartimento dell'Istruzione ma ha rifiutato ulteriori commenti. Il Dipartimento dell'Istruzione ha il potere di riconoscere o revocare la fiducia agli enti accreditatori o sollecitare un riesame se ritiene che un'università violi norme federali (come quelle sui diritti civili).