Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:26

La Columbia University di New York ha accettato di pagare una multa di 200 milioni di dollari in tre anni per risolvere la disputa con l’amministrazione Trump che ha accusato l’ateneo di non aver fatto abbastanza per tutelare gli studenti ebrei durante le manifestazioni pro-Palestina che si sono svolte nel campus. La somma si inserisce in un più ampio accordo raggiunto tra la Casa Bianca e la Columbia per ripristinare centinaia di milioni di dollari di finanziamenti per la ricerca, bloccati lo scorso marzo come ritorsione per “l’ideologia woke e l’antisemitismo” che secondo Trump permeano le università Usa. Dall’inizio del suo secondo mandato il presidente ha infatti fatto pressioni sugli atenei per avvicinarli alle proprie idee, minacciando di tagliare loro i finanziamenti pubblici.

La Columbia ha accettato anche di cambiare le proprie politiche, impegnandosi a rispettare le leggi emanate dal tycoon che vietano la considerazione della razza nelle ammissioni e nelle assunzioni. L’università dovrà anche rispettare gli altri impegni sottoscritti a marzo per ridurre l’antisemitismo e i disordini nel campus, ad esempio vietando le manifestazioni negli edifici accademici. L’accordo sarà supervisionato da un osservatore indipendente concordato tra l’ateneo e l’amministrazione, che riferirà al governo sui progressi ogni sei mesi. L’atteggiamento della Columbia, prima università a raggiungere un accordo di questo tipo dopo le accuse di antisemitismo, è sicuramente più accomodante nei confronti della Casa Bianca rispetto ad altri atenei, tra cui Harvard che si è opposta alle richieste del presidente e ha fatto causa all’amministrazione.