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4 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 21:47

Inattesa riparte la trattativa tra Unicredit e l’esecutivo che a cavallo di Pasqua, complice il Golden Power, aveva ingabbiato l’acquisizione del Banco Bpm con una serie di prescrizioni tali da rendere l’operazione praticamente impossibile. Tanto che la banca milanese ha fatto ricorso al Tar ma, nel giorno della prima udienza, ha fatto sapere di aver rinunciato alla richiesta di sospensiva sullo stesso Golden Power. La decisione, ha spiegato l’istituto guidato da Andrea Orcel in una dichiarazione diffusa nella mattinata di mercoledì 4 giugno, è maturata dopo che il Tesoro ha chiarito i termini con cui si svolgeranno le attività di monitoraggio delle prescrizioni. Il ricorso amministrativo con il quale la banca contesta la legittimità del provvedimento del governo, sarà così deciso direttamente nel merito, il 9 luglio.

Il 30 maggio, si spiega ancora, la banca ha ricevuto una comunicazione di chiarimento dal ministero dell’Economia e delle Finanze, in qualità di autorità preposta al controllo del rispetto delle prescrizioni del decreto Golden Power e così ha preso “atto del tenore della risposta fornita dal Mef e in cambio ha ritirato la richiesta di misure provvisorie per consentire un dialogo costruttivo“. La posizione sul decreto resta comunque immutata, tanto che Unicredit ha chiesto che “la sentenza del Tar del Lazio sia accelerata per fare definitiva chiarezza“.