Né rap né cantautorato: la sua è "hope music" dice Bresh, che ha fatto della speranza "il mantra di questi anni".
"Il mio nuovo album è per sognatori, con un piede ben piantato nella realtà" spiega il 29enne, presentando a Milano il nuovo album 'Mediterraneo', in uscita il 6 giugno.
"Ho fatto quest'album - racconta il 29enne artista ligure - per riuscire a stare a galla, per mantenere un equilibrio tra gli sbalzi di umore, è un'autoanalisi come tutta la musica che ho sempre fatto. E una sera mi sono reso conto di quanto si possa stare bene senza bisogno di altro se non del Mediterraneo". Il mare e il viaggio sono non a caso il tema della trilogia aperta dagli album 'Che io mi aiuti' e 'Oro blu' e che si chiude oggi con un invito ad "evadere, ma allo stesso tempo mantenere un piede nella realtà".
Andrea Brasi-Bresh ha raggiunto il grande pubblico grazie all'ultimo festival di Sanremo, dove ha portato in gara il brano 'La tana del granchio' e si è esibito insieme a Cristiano De André in un'emozionante cover di 'Creuza de ma': "L'esperienza di Sanremo è stata un po' una mission impossible che però - il suo commento oggi - mi ha confermato che le cose originali spesso e volentieri possono creare delle buone vibrazioni". Se Sanremo lo ha fatto conoscere, Andrea è consapevole che quella del Festival è "una fama fatua, friabile, che non mi ha cambiato. Io sono rimasto lo stesso perché dopo 'Oro blu' avevo paura di trasformarmi, avevo più soldi, un'auto e una casa nuove, ero cresciuto e mi faceva paura, allora - racconta - la sfida è stata subito quella di non depersonalizzarmi". Di ricordare sempre quella frase scritta sul bancone del bar della mamma: "Meglio essere positivi e aver torto che pessimisti e aver ragione".







