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Martedì pomeriggio il primo ministro dei Paesi Bassi, Dick Schoof, ha annunciato che il governo da lui guidato ha perso la maggioranza in parlamento. In mattinata Geert Wilders, il principale leader di estrema destra del paese, aveva infatti annunciato il ritiro del suo Partito per la Libertà (PVV) dalla coalizione, accusando gli altri partiti di non avere posizioni abbastanza dure sulle politiche di immigrazione.
Verso le 16 Schoof ha presentato le dimissioni dei ministri del PVV al re Willem-Alexander, che le ha accettate e ha chiesto agli altri ministri di continuare a svolgere il proprio lavoro «nell’interesse del regno». Al momento il governo di Schoof resterà in carica come dimissionario, quindi i ministri si occuperanno solo degli affari correnti: sarà il parlamento a stabilire di quali temi il governo potrà occuparsi. Probabilmente saranno organizzate elezioni anticipate, che potrebbero svolgersi in autunno; in alternativa si potrebbe formare un governo di minoranza, oppure una nuova coalizione con partiti diversi da quelli attuali, ma sono ipotesi meno probabili della prima.
Nella camera bassa nederlandese ci sono 150 deputati: il governo di Schoof aveva una maggioranza di 86 seggi, ma senza i 37 del partito di Wilders gliene restano appena 51, ben inferiori alla maggioranza di 76.













