CESENA – La richiesta del centro estivo per il loro figlio non è stata accolta perché i genitori sono insegnanti, e in quanto tali considerati non al lavoro nel mese di luglio. La denuncia arriva da una mamma docente di Cesena, come riportato dal Corriere Romagna. In una lunga e articolata risposta, l’assessora Maria Elena Baredi, che è a sua volta una maestra, replica: “Non si tratta di pregiudizio. La semplice ‘reperibilità’ del docente non rappresenta un’attività lavorativa in senso giuridico né amministrativo. In tal caso, il/la docente non risulta a tutti gli effetti in servizio”. Sul caso ora interviene anche il sindacato Gilda: “Paradossale, ai limiti del ridicolo, un fatto che penalizza una categoria già vessata, da stipendi miseri, precarietà e lavoro sommerso", commenta il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana.
L’assessora: “La richiesta della mamma non è prioritaria”
"I centri estivi – così inizia la lettera dell’assessora alla Scuola e ai Servizi per l’infanzia Baredi – sono un servizio indispensabile per moltissime famiglie, lo sono in riferimento alla stagione estiva, ovvero con riferimento alle settimane di sospensione dell’attività didattica, ma anche in relazione alla necessità per i genitori di conciliare impegni professionali con la vita familiare”. I centri estivi per la fascia 0-6 accolgono ogni anno “500-600 bambini”. Anche figli di insegnanti: “Le richieste sono state 25, la metà delle domande sono state accolte perché vi erano i criteri per farlo”.







