«Sono stata costretta a chiedere un prestito. Ho fatto una colletta tra parenti, genitori e zii, e sono riuscita a racimolare i soldi necessari per mandare la mia bimba al centro ricreativo diurno: 535 euro per quattro settimane a luglio. Come se fosse un lusso e non una necessità. All’inizio mi sono vergognata, ma poi ho capito che non posso sentirmi in colpa per le carenze delle istituzioni».