Caos improvvisazione e incompetenza sono termini che ormai dobbiamo usare in modo sistematico quando parliamo dell’ «arte di governo» di Donald Trump. Dalla pace in Ucraina ai dazi sulle importazioni, quante volte si è già contraddetto questo presidente… Aspettiamo la prossima. L’impressione di una Casa Bianca occupata da un branco di dilettanti allo sbaraglio è piuttosto diffusa nel mondo intero e in America stessa, ed è assai preoccupante. Dalle nazioni alleate, alle imprese americane o straniere che devono fare piani sulle loro esportazioni o investimenti negli Stati Uniti, incertezza e imprevedibilità sono un costo elevato da sopportare. Però qualcosa sta cambiando nella percezione esterna. Per esempio, da alcune settimane i mercati finanziari sono un po’ meno agitati. Wall Street è tornata vicina ai suoi massimi storici. Forse perché i mercati scommettono sul fatto che i dazi non saranno applicati nella versione estrema (molti ormai si aspettano una media finale post-negoziati del 15%, assai inferiore alle prime minacce trumpiane, sia pure con eccezioni vistose per settori come l’acciaio).
Evviva TACO? Perché l'incostanza di Trump è (forse) il male minore
Il presidente degli Stati Uniti continua a cambiare parere. La disponibilità a deviare, retrocedere e contraddirsi è una parte fondamentale di ciò che lo mantiene in gioco. Vedere Trump sia auto-limitarsi sia essere limitato da altri è ciò che parte dell’elettorato si aspetta







