di
Andrea Rinaldi
La banca ha motivato la decisione alla luce dei chiarimenti ricevuti dal Tesoro sul decreto del Consiglio dei ministri. L’udienza sul merito del provvedimento è fissata al 9 luglio
Mano tesa di Unicredit a governo nella partita del Golden power opposto all’Ops su Banco Bpm. La banca guidata da Andrea Orcel, secondo quanto si è appreso, durante l’udienza in camera di consiglio al Tar del Lazio - nella mattinata del 4 giugno - ha rinunciato alla richiesta di sospensiva sui poteri speciali. Il Tribunale ha dunque fissato l’udienza sul merito per il 9 luglio per verificare la fondatezza del reclamo della banca. Sia la domanda di sospensiva che la discussione sul merito fanno parte del ricorso presentato dall’istituto di credito contro il decreto legge del Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2025.
Tenore dialoganteAvendo ricevuto dal Tesoro i chiarimenti sul Golden power nell’ambito della procedura di monitoraggio e avendo riscontrato perciò un tono dialogante da parte del governo, Unicredit ha motivato così la scelta di stamane di fronte al Tribunale: la banca «prende atto del tenore della risposta fornita dal Mef e in cambio ha ritirato la richiesta di misure provvisorie per consentire un dialogo costruttivo con il Mef», si legge in una dichiarazione. Unicredit tuttavia «mantiene la propria posizione sul merito del Golden Power, ma ha chiesto che la sentenza del Tar del Lazio sia accelerata per fare definitiva chiarezza». La Consob aveva annunciato nella serata del 21 maggio la sospensione per trenta giorni dell’offerta di Unicredit sull’ex popolare milanese iniziata il 28 aprile, e che avrebbe dovuto terminare il 23 giugno, facendola slittare al 23 luglio. La decisione aveva scatenato le ire del Banco che ha parlato di «provvedimento abnorme» e «in contrasto con la prassi dell’autorità medesima che non tiene in alcun conto degli interessi della Banca, del mercato e degli azionisti di Banco Bpm».









