Giorni di silenzio se non per riaffermare la convinzione, certificata da una sentenza della Cassazione, che è Alberto Stasi il responsabile della morte della figlia Chiara Poggi. Ma la nuova inchiesta della procura di Pavia – allo stato di indagini preliminari e in attesa dell’incidente probatorio – ha innescato sul delitto di Garlasco un’attenzione enorme, a tratti scomposta. L’ultima puntata del programma Le Iene – che anche questa volta ha offerto la testimonianza di una persona morta e che era stata già considerata falsa – ha imposto alla famiglia Poggi di annunciare azioni giudiziarie.
“La famiglia Poggi è da settimane vittima di una assillante campagna diffamatoria da parte di organi di informazione e social, che non sta purtroppo risparmiando nemmeno la amata Chiara. Ieri sera la trasmissione le Iene ha addirittura adombrato una presunta relazione sentimentale di Chiara con un ‘uomo adulto’, utilizzando a tal fine le risalenti dichiarazioni di una persona deceduta, già all’epoca ritenute del tutto false” scrivono in una nota gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.
“La continua sovrapposizione fra fughe di notizie, vere o presunte, riguardanti l’attività di indagine e le autonome ricostruzioni romanzesche liberamente costruite dai soggetti più vari, ha determinato l’incontrollabile diffusione di ogni genere di insinuazioni in totale dispregio della realtà dei fatti e del rispetto dovuto ad ogni singola persona qualsiasi titolo coinvolta nelle vicende in questione. Nell’auspicio che – continuano i legali – le autorità preposte possano a loro volta contribuire a porre fine a simili reiterate condotte illecite, la famiglia Poggi provvederà da parte sua ad ogni opportuna iniziativa giudiziaria a tutela della dignità e dell’onore di Chiara”.








