Un risultato positivo per la lotta contro il tumore al polmone: grazie all'immunoterapia bispecifica aumentano le possibilità di sopravvivere dopo il trattamento. In pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule (Sclc) precedentemente trattati, l'immunoterapia 'bispecifica' detta tarlatamab ha significativamente prolungato la sopravvivenza globale (Os) da 8,3 a circa 13,6 mesi rispetto alla chemioterapia standard (Soc), riducendo del 40% il rischio di morte dopo il trattamento. I dati, presentati da Amgen al Congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco 2025) in corso a Chicago (Usa), provengono dallo studio globale di fase 3 Dellphi-304, che ha valutato la molecola bispecifica in pazienti con Sclc in progressione di malattia dopo una precedente linea di chemioterapia a base di platino. Tumore al seno, l'omega3 Dha spegne l'infiammazione: «Aumenta i livelli di molecole che la contrastano». Ecco come agisce
Tumore al polmone, l'immunoterapia bispecifica «riduce del 40% il rischio di morte»
Un risultato positivo per la lotta contro il tumore al polmone: grazie all'immunoterapia bispecifica aumentano le possibilità di sopravvivere dopo il trattamento. In pazienti con...








