PORTO TOLLE (ROVIGO) - Il branzino come valido aiutante nella lotta al granchio blu? Ne è convinto il biologo marino Wander Furlan (originario di Taglio di Po, ma residente ad Adria), che oltre all'impegno nell'insegnamento e nella ricerca, dal 1992 è componente in qualità di esperto della Commissione tecnico consultiva provinciale per la pesca. Il tecnico nell'ambiente è considerato "il padre del pesce branzino" avendo partecipato fin dalla prima ora a un progetto dell'allora ministero delle Partecipazioni Statali dedicato appunto alla riproduzione artificiale di pesci di mare, tra cui appunto il branzino e l'orata. «Questo centro di ricerca è sorto a Pellestrina (Venezia) e fu operativo dal 1973 al 1985 - riferisce Furlan - su promozione di alcuni vallicoltori polesani e, in particolare del dottor Gino Ravagnan, di recente scomparso, proprietario della valle da pesca Val Ca' Pisani, che con le sue ricerche e sperimentazioni sulle tecniche di allevamento ittico in valle, sistemi estensivo, semintensivo e intensivo ha dato un notevole contributo alla valorizzazione del Delta del Po come polo di riferimento nazionale per l'itticoltura tanto da essere considerato il padre dell'acquacoltura costiera italiana».