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Clarida Salvatori

Il racconto della dottoressa Pezzoli: «Quando il marito ci ha telefonato la moglie aveva contrazioni ravvicinate. La piccola è nata in 10-15 minuti e sta bene»

«Sta nascendo. Aiuto, sta nascendo». Ore 9,30 di ieri mattina: il Nue (Numero unico delle emergenze) riceve una telefonata da un uomo molto agitato che non faceva che ripetere quella frase. La sala operativa passa immediatamente la chiamata all’Ares 118. Il medico di turno capisce cosa stava accadendo e in pochi minuti il primo vagito di una bimba, nata nella casa dei genitori, sancisce il successo di un’operazione sanitaria condotta da remoto.

Il parto precipito e la telemedicinaLa situazione che Francesca Pezzoli, dirigente medico del 118 del Lazio, si è trovata a gestire è la seguente. Una giovane donna di origini filippine di 24 anni, al nono mese di gravidanza, dopo aver rotto le acque inizia ad avere contrazioni ravvicinate. «Mentre eravamo al telefono la distanza tra l’una e l’altra era di due minuti appena — racconta Pezzoli —. Si trattava di un parto precipitoso ma spostare la donna in quelle condizioni era pericoloso. E il mezzo di soccorso più vicino era a 8 chilometri di distanza. Per questo ho optato per il collegamento da remoto tramite la app FlagMii». Si tratta di un dispositivo che l’Azienda regionale per le emergenze sanitarie utilizza da due anni, anche sotto impulso della direttrice della centrale operativa, Lucia De Vito.