di

Pierpaolo Lio

Marzio Capra, consulente della famiglia della vittima, chiede di fare nuovi tamponi anche a medici legali e genetisti: «Per evitare di trovarci in futuro nuovi profili "misteriosi" che sono in realtà profili genetici di vecchi periti»

«Dovendo constatare che, ormai, non passa giorno senza che vengano diffuse dagli organi di stampa e dai social, in modo del tutto incontrollato, le più assurde ed implausibili pseudo-informazioni, la famiglia Cappa comunica che non tollererà oltre questo modo di agire illecito e contrario alle norme di civile convivenza». A firmare la nota sono gli avvocati Gabriele Casartelli e Antonio Marino, legali della famiglia Cappa, quella delle «gemelle k», cugine di Chiara Poggi, la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Saranno loro a «tutelare la reputazione» della famiglia «a fronte di notizie di carattere diffamatorio diffuse dagli organi di stampa e dai social che nulla hanno a che vedere con pretesi ma inesistenti obiettivi di giustizia».

Nel frattempo, in vista del maxi incidente probatorio disposto dalla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, in programma fra due settimane, il consulente dei Poggi, Marzio Capra, ha avanzato la richiesta di estendere i prelievi di Dna oltre la lista di persone già prevista. E che già comprende Alberto Stasi, fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni, Andrea Sempio, indagato in questa nuova inchiesta «alternativa» sul delitto di Garlasco, gli stessi componenti della famiglia Poggi, gli amici del fratello di Chiara (Roberto Freddi, Mattia Capra e Alessandro Biasibetti), Marco Panzarasa, amico dell’ex bocconiano, e poi il medico legale, tre investigatori e soccorritori.