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Renato Benedetto

Cosa prevede il quesito del referendum sulla cittadinanza e come si schierano i partiti

Poter chiedere di essere cittadini italiani dopo cinque anni di residenza nel Paese anziché dopo dieci. Di questo tratta, andando a stringere, il quinto quesito, quello che si troverà sulla scheda gialla ai referendum dell'8 e 9 giugno, l'unico che non riguarda il lavoro. Meglio sgomberare il campo subito, allora, dicendo di cosa non si tratta: non si parla di ius soli, né di ius scholae, di minori che diventano cittadini italiani per nascita o per aver frequentato cicli scolastici. Il quesito riguarda la cittadinanza richiesta per residenza e si propone di accorciarne i tempi.

Cosa cambiaOggi il cittadino di uno Stato che non appartiene all’Unione europea può richiedere la cittadinanza italiana se risiede legalmente da almeno dieci anni nel Paese. Questo in base a una legge del 1992 che il referendum chiede di modificare (attraverso l'abrogazione di alcune parti della norma che avrebbero l'effetto di modificarla).Se vince il Sì e il referendum raggiunge il quorum: la richiesta potrà essere avanzata dopo 5 anni. Se vince il no o il referendum non raggiunge il quorum: la richiesta, come è oggi, continuerà a poter essere fatta solo dopo 10 anni.