Corrono i giorni e siamo arrivati alla vigilia dell’8 e 9 giugno 2025. Ovvero referendum. Sui media tradizionali rimbalzano frasi e parole spesso declinate sulla via dell’insulto, confronti a metà e i moniti di chi dice sì contro chi dice no. Come in un accorato appello alla Stefano Massini dove se non tiri fuori la tessera elettorale, a questo giro, sei un senza Dio della cittadinanza. Ecco la cittadinanza, il traino dei cinque quesiti referendari. Spostiamoci sui social dove la bagarre è più vivace.
Prendiamo Instragram, grande chiave dell’algoritmo del pensiero depensante. Ma barlumi di luce ci sono. Partiamo dal profilo Fashowpinion dove il duo toscano Cosimo ed Enrico nell’ultimo video postato chiede a una ragazza di origine straniera: “Italiani si nasce o si diventa». Discussione per arrivare alla domanda fatidica «che valore ha essere italiani?». Silenzio. Alla fine si lotta per la cittadinanza degli altri, sottolineano i due, senza sapere qual è il concetto di cittadinanza. Ma in questo bailamme, come sottolineano i due instagrammer toscani, alla fine a rimetterci non è il senso di essere italiani? Barrès ci parlerebbe della terra e dei morti, quel legame ancestrale e inalienabile incapace di essere visto dagli sradicati di questo tempo. Eppure ad aiutarci a trovare il bandolo della matassa, in questa confusione, sono alcuni stranieri divenuti cittadini italiani.












