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Oggi e domani si vota per cinque referendum abrogativi, cioè con cui i cittadini possono chiedere di eliminare totalmente o in parte una norma: un quesito chiede di modificare le norme sulla cittadinanza e gli altri quattro riguardano il lavoro. I seggi elettorali saranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica, e dalle 7 alle 15 di lunedì. Affinché i referendum siano validi, serve che vada a votare almeno la metà +1 degli aventi diritto.

In questi giorni il Post ha pubblicato sul tema una serie di articoli – e una puntata del podcast Wilson del direttore Francesco Costa – che spiegano i quesiti, le conseguenze di una loro possibile approvazione e la discussione politica che si è creata attorno. Abbiamo radunato le informazioni principali da tenere presenti per chi vuole orientarsi su questo voto.

I quattro quesiti sul lavoro

Il primo, riportato sulla scheda verde, riguarda la gestione dei licenziamenti illegittimi e propone una modifica del Jobs Act, la legge sul lavoro introdotta nel 2015 dal governo di Matteo Renzi. Il secondo, sulla scheda arancione, chiede di rimuovere i limiti massimi per il risarcimento dopo un licenziamento illegittimo nelle imprese più piccole, quelle fino a 15 dipendenti. Il terzo quesito, riportato sulla scheda grigia, chiede che un datore di lavoro indichi fin dall’inizio il motivo per cui assume una persona con un contratto a termine anziché con uno a tempo indeterminato. Il quarto quesito, su scheda rossa, riguarda invece la responsabilità dell’impresa committente e dell’impresa appaltatrice in caso di infortuni sul lavoro.