Con la sua faccia blu elettrico, gli occhi rossi come un demone della giungla e una cresta moicana da punk tropicale, l'hoatzin è uno degli animali più insoliti uscito dalla fabbrica della natura. Questo volatile sembra più un personaggio di un film fantasy andato storto che un prodotto della selezione naturale. Ma l’aspetto è solo l’inizio. L’hoatzin puzza. Sul serio. Il suo odore è così nauseabondo – un misto di letame e foglie marce – che persino i predatori preferiscono digiunare piuttosto che azzannarlo.
Lo stomaco da mucca
A differenza di quasi tutti gli altri uccelli, Opisthocomus hoazin digerisce il cibo attraverso la fermentazione, proprio come fanno le mucche. Le foglie che ingurgita vengono prima stoccate in un enorme gozzo nell’esofago, dove fermentano grazie all’azione di batteri. Questo processo libera gas maleodoranti che fa fuoriuscire cadenzatamente dal becco. Un sistema digestivo che lo rende un pessimo volatore: dopo aver mangiato, il gozzo occupa così tanto spazio da rendergli difficile e goffo ogni movimento.
Gli artigli sulle ali
Un altro colpo di scena arriva con i pulcini. I piccoli hoatzin nascono con artigli sulle ali, una caratteristica da libro di paleontologia. Non volano, ma si arrampicano sugli alberi come piccoli dinosauri arrabbiati, usando questi artigli per sfuggire ai predatori. Anche se questa caratteristica sembra uscita dal Cretaceo, recenti studi suggeriscono che si sia evoluta più di recente per adattarsi alla vita nella giungla. Una prova in più che l’evoluzione non è sempre lineare e spesso ha un senso dell’umorismo molto discutibile.






