VICENZA. Hanno vissuto gli anni più belli - quelli nei quali, insieme alla piccola Caterina, sono nate anche loro, come madri - ostaggio della minaccia di una legge crudele, che avrebbe voluto spazzare via quello che loro erano già: una famiglia. Ma il 22 maggio è stata quella stessa legge, espressa dal massimo organo di garanzia, la Corte costituzionale, a regalare loro la gioia più grande: vietare la registrazione dei bambini con due mamme è incostituzionale. «Ed è una decisione storica», dice Valentina Bagnara, di Vicenza, con il sottofondo dei gridolini della piccola Caterina, tre anni.
Lei e la compagna Daniela Ghiotto festeggiano una battaglia vinta, che le ha avute, loro malgrado, protagoniste. Da quando, nel 2023, si sono viste recapitare i documenti di impugnazione dell'atto di nascita della loro bambina da parte della Procura di Padova. Con una richiesta di rettifica: la cancellazione di qualsiasi riferimento a mamma Daniela, la madre non biologica. «E invece ora i bambini con due mamme sono di nuovo al sicuro» può commentare, finalmente, Valentina. «Lo sono quelli che erano già stati registrati, ma che hanno visto l’impugnazione dei propri atti di nascita, e lo sono i bambini che verranno. Lo dico con le gambe che tremano. Felice, ma sotto choc, dopo anni di lotte, sempre in prima linea. Da oggi cambia la storia di questo Paese». Qual è la vostra storia?«Quella di due donne che si conoscono, si innamorano e maturano il desiderio di mettere su famiglia, come tanti. Io ho 37 anni, la mia compagna ne ha 46, siamo entrambe insegnanti alla scuola primaria. Abbiamo vissuto il percorso della Pma in Danimarca, ed è stato meraviglioso. Poi ho partorito a Padova, perché sapevo della possibilità garantita dal sindaco Sergio Giordani di registrare i figli di due mamme».







