Quando è arrivata la telefonata dall'avvocato Vincenzo Miri, per avvisarle della sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto anche alle coppie omosex il diritto di riconoscere automaticamente la doppia genitorialità ai figli nati con la procreazione eterologa, Glenda e Isabella si sono abbracciate e hanno cominciato a piangere. Il loro secondogenito, che oggi ha quasi due anni, secondo la Consulta è e resta figlio di entrambe. Anche di Isabella, che non lo ha partorito, la cosiddetta «madre intenzionale».