«Solo un popolo informato può compiere scelte libere». Condivido e sottoscrivo le parole pronunciate da Papa Leone XIV. Pontefice non a caso americano. Paese in cui la discussione su media e libertà d’espressione si fa sempre più delicata e complessa. La Stampa si rinnova. Lo fa da oggi, restando saldamente ancorata alle sue radici. Quelle di un albero dell’informazione che, traendo orgogliosamente la propria linfa dal Nord Ovest, allarga il suo sguardo all’Italia e al mondo da centocinquantotto anni. Siamo contemporanei da sempre. Conosciamo gli strumenti del tempo presente e sappiamo pensare al futuro senza dimenticare da dove veniamo. Usiamo la carta e le potenzialità dei nuovi media avendone il controllo e senza farci controllare da loro. Se dovessi limitarmi a tre parole per spiegare questo cambiamento nella continuità direi: visione, chiarezza, curiosità. La nuova grafica, il nostro nuovo vestito, risponde a questi principi. La notizia, la nostra ossessione, non ci basta. È un punto di partenza. Vogliamo capire sempre di più e sempre meglio le dinamiche che condizionano le nostre esistenze. Per farlo ci affidiamo a una struttura giornalistica unica e ad alcuni tra i più competenti, capaci e raffinati economisti, filosofi, sociologi, politologi e intellettuali del nostro Paese e d’Europa (date un’occhiata alle pagine interne e leggete l’inserto speciale degli scrittori e capirete di che cosa sto parlando). E soprattutto ci affidiamo a una domanda che si fanno anche i bambini: perché? Cerchiamo il perché di tutto. E abbiamo l’ambizione di parlare anche ai più giovani. Di riavvicinarli al giornalismo. Ascoltandoli e occupandoci di loro. Nel mondo delle fake news, dell’infodemia, delle truffe artificiali, della confusione tra vero, verosimile e manipolato, dobbiamo essere certi della serietà e della lealtà di chi ci dice le cose. Abbiamo bisogno di distinguerle. Di conoscerle a fondo. Noi serviamo a questo. Il prezzo del giornale cresce leggermente. Da 1,70 euro a 1,90. Per arrivare a 2,40 con Tuttolibri e Specchio il sabato e la domenica. Poco più di un caffè. In cambio, oltre a moltiplicare lo spazio per l’economia nazionale e locale, le inchieste, le interviste, le analisi e i commenti, dalla politica agli esteri, dalla società agli spettacoli, dalla cultura allo sport, ci impegniamo ogni giorno a confrontarci con voi. In connessione con Roma e con Washington, con Mosca e con Pechino, con Alba e con Torino. Abbiamo bisogno di avervi al nostro fianco per continuare a garantirvi giornalismo di qualità. Conoscete il nostro volto, i nostri nomi, la nostra passione. Siamo là dove le cose accadono. Abituati a dare un peso e a mettere in ordine le notizie. La Stampa resta un presidio di pluralismo e di libertà. La vostra fiducia è la nostra reputazione. I social media sono il regno della comunicazione senza comunità, noi, attraverso la carta, il sito e tutte le piattaforme digitali alle quali dedichiamo il nostro impegno e sulle quali restituiamo la nostra professionalità, vogliamo essere il regno dell’informazione “per” e “con” la comunità. Restate al nostro fianco. Ps. Ingrandiamo anche un po’ i caratteri degli articoli. Per aiutarvi a leggere meglio. Per qualunque suggerimento, siamo qui.