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Due è meglio di uno. Giugno, il tempo delle maxi offerte del Nazareno, mettere insieme Gaza con il quorum. L’evergreen della propaganda, i classici due piccioni con una fava, “non si butta via niente”. Una furbata a tutti gli effetti: organizzare la manifestazione pro Pal (a Roma in piazza San Giovanni, sabato 7) esattamente il giorno prima delle consultazioni per i cinque referendum (domenica 8 e lunedì 9) sostenuti dalla Cgil e da Più Europa. Con un obiettivo dichiarato: allungare la campagna elettorale (ignorando la pausa di riflessione della vigilia) sui quesiti, una sorta di “save the date” da diffondere in Piazza, sui social e nei telegiornali della sera. Con la kefiah al collo, a caccia di un quorum difficile da coronare, ma “tentar non nuoce”. O meglio fare tutto il possibile per raggiungere quota 50%, portare al voto il numero maggiore di persone. Elly Schlein ha buttato il cuore oltre l’ostacolo: “ci servono oltre 12 milioni di italiani alle urne”. Una sfida tutta inventata per animare una campagna elettorale molto fiacca: “stiamo per raggiungere Giorgia Meloni”. Il confronto è con gli elettori che nel 2022 fecero vincere le elezioni al centro destra.












