S’aggrava il bilancio della strage di palestinesi avvenuta stamani a un punto di distribuzione di aiuti umanitari. Le vittime, uccise da fuoco israeliano, sono 27, secondo quanto riporta Haaretz, citando autorità sanitarie di Gaza. La Bbc riporta che i feriti sono 90. Si tratta del terzo attacco dello stesso tipo in tre giorni. L’Onu afferma che gli «attacchi mortali» intorno ai siti di aiuti a Gaza sono «crimini di guerra». L’Idf ha ammesso spari su “sospetti”.
Le vittime attendevano la distribuzione di aiuti umanitari nella zona di Muwasi, a Rafah, nella parte meridionale della Striscia di Gaza, quando sono state investite dagli spari delle Forze di difesa israeliane. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver sparato “vicino ad alcuni individui sospetti” che hanno abbandonato il percorso designato, si sono avvicinati alle forze dell’Idf e hanno ignorato i colpi di avvertimento.
L’incidente ha sconvolto i residenti locali e gli attivisti, che lo descrivono come “un altro massacro” di civili indifesi. Si tratta di uno degli episodi più mortali dall’inizio della distribuzione di aiuti nella parte meridionale della Striscia di Gaza.
Il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres ha chiesto un’“indagine immediata e indipendente” sui palestinesi uccisi nei punti di distribuzione degli aiuti a Gaza. “E’ inaccettabile che i palestinesi mettano a rischio la propria vita per procurarsi del cibo”, ha affermato Guterres, aggiungendo che Israele ha l’obbligo, secondo il diritto internazionale, di agevolare l’assistenza umanitaria.







