Con una decisione senza precedenti in Europa, il governo greco ha vietato la pesca a strascico intorno all’arcipelago di Fournoi e pianifica di estenderla a tutte le aree marine protette entro il 2030. La misura è stata accolta con entusiasmo dai pescatori locali e con rabbia dagli industriali del settore.
L’alba della speranza
Fournoi, arcipelago di 1.500 abitanti nel nord-est del Mar Egeo, è tornato al centro dell’attenzione. Al porto, mentre il sole colora di rosso le acque, il caicco di Manolis Mytikas rientra con una manciata di pesci. La scena è modesta ma carica di significato: da anni i pescatori locali lottano contro la scarsità di pesce, aggravata da una pesca industriale sempre più aggressiva.
“Oggi, due di noi sono usciti in mare e abbiamo pescato qualche pesce per caso – racconta il 76enne Mytikas – . Ieri abbiamo guadagnato 30 euro. L'altro ieri nemmeno un centesimo. A volte non abbiamo nemmeno da mangiare!”.
Ma ora, qualcosa è cambiato. Alla fine di maggio, il governo ha vietato la pesca a strascico nelle acque di Fournoi e in sei isolotti disabitati circostanti, per proteggere preziose barriere coralline appena scoperte. La Grecia punta ancora più in alto: divieto nei parchi marini nazionali entro il 2026, in tutte le aree protette entro il 2030.







