Al largo dell'isola greca di Alonneso (Alonissos), isola greca delle Sporadi settentrionali, nel Mar Egeo orientale, subacquei volontari recuperano bottiglie di plastica in decomposizione, uno pneumatico e una catena di ancoraggio arrugginita dal fondale marino e li mettono in un sacco della spazzatura nell'ambito di un'operazione di pulizia finanziata dall'UE per proteggere la vita marina.

Gli oggetti recuperati al largo dell’isola, meta turistica amata per le sue acque verde-blu e teatro del parco nazionale marino di Alonneso, il più grande parco marino protetto d'Europa, rappresentano solo una piccola parte delle decine di migliaia di tonnellate di rifiuti che inquinano il Mediterraneo ogni anno.

Il parco, istituito al largo dell’isola all'inizio degli anni '90, ospita tra l’altro una delle ultime colonie di foca monaca al mondo ed è rifugio per oltre 300 specie di pesci, delfini e tartarughe marine.

La sua istituzione ha contribuito ad accrescere, sia tra i locali che tra i turisti, la consapevolezza dei rischi connessi all'inquinamento marino,

(reuters)