ANSAcom - In collaborazione con
Cifa
“Ripensare il lavoro - L’evoluzione della contrattazione collettiva tra innovazione, tradizione e nuove intelligenze”. È il titolo del dibattito organizzato da Cifa e FonARCom nell’ambito del 16° Festival del Lavoro, ai Magazzini del Cotone di Genova, per affrontare il futuro della contrattazione collettiva nell’era della digitalizzazione e dei nuovi modelli organizzativi, anche alla luce del Ccnl intersettoriale Cifa-Confsal per i settori terziario, commercio, distribuzione, servizi, turismo e pubblici esercizi. Un documento che, secondo i promotori dell’iniziativa, “pone al centro la persona e i suoi bisogni da un lato e, dall’altro, la crescita della competitività e della produttività aziendali”. All’evento, moderato dal presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Palermo, Antonino Alessi, hanno partecipato: Andrea Cafà (presidente di CIFA Italia e FonARCom), l’on. Cesare Damiano (presidente del Centro Studi Lavoro e Welfare, già ministro del Lavoro), Paolo Pizzuti (avvocato e professore associato di diritto del lavoro all’Università del Molise), Andrea Rapacciuolo (ispettore del lavoro, Direzione interregionale del Lavoro del Nord) e Angelo Raffaele Margiotta (segretario generale Confsal). Durante il dibattito è emerso come la contrattazione collettiva di qualità rappresenti un pilastro cruciale per affrontare le sfide del mondo del lavoro contemporaneo, segnato dall’intelligenza artificiale e dall’automazione dei processi, in un contesto in cui si fanno strada timori legati alla possibile riduzione dell’apporto umano nelle imprese. Si è discusso anche del futuro di una contrattazione collettiva non più limitata alla sola difesa dei diritti acquisiti, ma orientata a costruire nuove tutele, crescita professionale e personale, fornendo ai lavoratori strumenti adeguati per un uso consapevole delle tecnologie. Un investimento sulla persona per valorizzare le competenze, sostenere l’aggiornamento e promuovere una cultura dell’innovazione partecipata. È emersa, infine, una visione della contrattazione collettiva come strumento strategico per un modello di sviluppo in cui tecnologia e lavoro umano convivano in modo virtuoso.








