Prosegue la ridefinizione degli asset nei portafogli delle famiglie che nel 2024 ha premiato obbligazioni e fondi comuni. Una parte "rilevante" della domanda delle famiglie si è diretta verso le emissioni dedicate di titoli di Stato italiani, caratterizzate da incentivi volti a favorirne la detenzione fino a scadenza. Alla fine dello scorso anno i titoli acquistati mediante questi collocamenti, tra cui spicca il Btp Italia che ha concluso proprio oggi la sua 20* edizione, rappresentavano poco più di un terzo del portafoglio complessivo di obbligazioni pubbliche italiane delle famiglie. E' quanto si legge nella relazione di Bankitalia nella quale si precisa che le emissioni dedicate hanno favorito la partecipazione al mercato dei titoli di Stato anche di chi non era precedentemente interessato. Inoltre, più di due terzi di coloro che detenevano questi titoli si sono dichiarati disponibili ad acquistarne altri, a fronte del limitato interesse manifestato da quanti non li possedevano. Sono stati i tassi di rendimento elevati rispetto al periodo precedente la pandemia a spingere le famiglie a incrementare ulteriormente gli acquisti di titoli di Stato (5,1% della ricchezza finanziaria). I titoli di debito, si legge ancora nella relazione di Via Nazionale, sono cresciuti in misura più contenuta rispetto al 2023, mentre la loro percentuale sul totale delle attività finanziarie è alta nel confronto con gli altri maggiori paesi dell'area dell'euro. In particolare la loro quota sul totale degli asset finanziari delle famiglie italiane è pari all'8,2% dal 7,5% del 2023 di cui il 5,1% sono bond pubblici (erano il 4,7% nel 2023). La quota dei fondi comuni è salita lo scorso anno al 14,1% del totale dal 12,5% del 2023, grazie a flussi in entrata per oltre 25 miliardi di euro. Il risparmio gestito Alla fine del 2024, ricorda Bankitalia, il risparmio gestito "rappresentava il 30% delle attività finanziarie delle famiglie italiane, un valore inferiore di 1,4 punti percentuali alla media dell'ultimo decennio e di 3,8 punti a quella dell'area". Bankitalia segnala poi che "tra il 2010 e il 2021 si è osservata una riallocazione della ricchezza finanziaria verso il risparmio gestito: la quota relativa a quest'ultimo è salita dal 22,4 al 33% del totale delle attività finanziarie, mentre quella degli investimenti diretti in titoli obbligazionari, sia pubblici sia privati, è scesa dal 19,3 al 4,3". Alla ricomposizione hanno contribuito, dal lato della domanda, la "ricerca di rendimenti più elevati da parte delle famiglie; da quello dell'offerta, la necessità degli intermediari bancari di fare fronte alla compressione del margine di interesse attraverso l'aumento dei ricavi da commissioni". I bond Nel triennio 2022-2024, le famiglie hanno ripreso a effettuare consistenti acquisti netti di obbligazioni pubbliche e private (262 miliardi di cui 196 in titoli di Stato italiani), anche in seguito al significativo rialzo dei rendimenti di questi strumenti. Una parte rilevante della domanda delle famiglie si è diretta verso le emissioni dedicate di titoli di Stato italiani, caratterizzate da incentivi volti a favorirne la detenzione fino a scadenza (tipo Btp Italia). "Alla fine dello scorso anno i titoli acquistati mediante questi collocamenti rappresentavano poco più di un terzo del portafoglio complessivo di obbligazioni pubbliche italiane delle famiglie", si legge nella relazione di via Nazionale.
Bankitalia: famiglie scelgono bond e fondi, sale quota Btp in portafoglio grazie a emissioni dedicate | MilanoFinanza News
Nel triennio 2022-2024, gli acquisti netti di obbligazioni pubbliche e private da parte del retail sono ammontati a 262 miliardi di cui 196 in titoli di Stato italiani, anche in seguito al significativo rialzo dei rendimenti di questi strumenti e ai collocamenti di Btp Italia e simili














