Bologna, 30 maggio 2025 – Una donna "disperata”. Lorenza Scarpante non si dà pace. Per il marito Giuseppe Marra, vittima di una morte brutale. E per il futuro dei figli, che adesso sono soli. La donna, che da due giorni è alla Dozza, in stato di fermo, accusata di omicidio volontario aggravato, ieri mattina ha parlato per un’ora con il suo avvocato, Chiara Rizzo, in vista dell’udienza di convalida, che si terrà questa mattina in carcere. Durante la quale, probabilmente, si avvarrà della facoltà di non rispondere. I carabinieri durante la perquisizione ieri nel negozio Baked che la coppia gestiva. Nei riquadri Giuseppe Marra e Lorenza Scarpanti
“La mia assistita è innocente – è convinta l’avvocato Rizzo –. Io le credo, non ha ucciso lei il marito. Su questo non ho dubbi”. E sul fondamento dell’accusa, quella ricostruzione lacunosa che per gli inquirenti cela la reale dinamica dei fatti, la legale restituisce un’altra verità: “La mia assistita non ha avuto dei vuoti di memoria. Lei era sconvolta quando è stata ascoltata. Continuava a ripetere ‘Basta, vi prego, non ce la faccio’. Diceva di stare male. Ed è comprensibile, dopo quanto ha vissuto”.
Scarpante alla pm e ai carabinieri ha riferito di una serata passata a consumare sostanze con il marito. Poi ha detto di essere andata a dormire intorno alla mezzanotte e non aver avvertito rumori. Solo la mattina, appena sveglia, aveva poi trovato il marito “già in quelle condizioni”.











