Il sorriso, gli occhiali da sole, microfono in mano e telecamera in spalla, tre enormi rose bianche - una delle quali riporta sui petali la scritta "noi non archiviamo" - e, sullo sfondo, alcune silhouette scure in cammino e la gigantesca scritta 'Truth', verità: i volti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin tornano al Tg3, “tatuati” sulla facciata della palazzina di Saxa Rubra, a 31 anni alla barbara uccisione a Mogadiscio, in Somalia, in circostanza mai chiarite. E' il murale realizzato dalla street artist Laika, su iniziativa del sindacato Usigrai, per ricordare a tutti che mancano ancora verità e giustizia.
“Il murale lo doneremo formalmente all’azienda, perché entri a far parte del patrimonio Rai, di tutti i dipendenti”. Con queste parole Daniele Macheda, segretario dell’Usigrai, ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’opera dedicata a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, realizzata sulla facciata della palazzina C del Centro Rai di Saxa Rubra. Un gesto simbolico, ma anche profondamente politico, che riafferma il ruolo del giornalismo d’inchiesta e il dovere della memoria.
Nell’opera, firmata dalla street artist Laika, oltre ai volti sorridenti ma intensi dei due inviati del Tg3 uccisi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, spiccano tre rose bianche – simbolo scelto dai genitori di Ilaria – e otto silhouette nere in cammino nel deserto, a rappresentare “gli ultimi”, coloro che cercano voce e giustizia.







