Donatella Di Pietrantonio ha appena scoperto di aver scritto 'L'età fragile' perché voleva "raccontare la violenza di certi luoghi piccoli", come quelli del suo Abruzzo natale.
Non è una spiegazione maturata durante la genesi del libro, in un arco di tempo lungo.
Ma un'intuizione improvvisa, arrivata già ben dopo aver riscosso con questo romanzo un enorme successo, compresa la vittoria del Premio Strega 2024. Privilegiato spettatore del momento è il pubblico presente a un incontro con l'autrice ospitato ieri sera dall'Istituto Italiano di Cultura (Iic) di Madrid. "È bello che anche dopo 150 presentazioni ti tirino fuori qualcosa di nuovo", osservava Di Pietrantonio raccontando di questo best seller, ispirato in parte dalla vicenda del doppio femminicidio del Morrone. "Finalmente ho trovato una risposta che ancora non avevo".
L'evento, organizzato nell'ambito del ciclo 'Incontri d'autore' e in collaborazione con Duomo Ediciones, è parte di un vasto programma di iniziative lanciate in Spagna dalle istituzioni italiane, a partire dalle celebrazioni della Festa della Repubblica, per promuovere l'Abruzzo. Una terra ampiamente presente nella narrativa di Di Pietrantonio, invitata a Madrid come testimonial d'eccezione e anche per presentare la versione in spagnolo del suo ultimo romanzo ('La edad frágil'). "Nei miei personaggi c'è un legame fortissimo con il territorio, che poi è anche il mio", ha spiegato la scrittrice nata nel 1962 ad Arsita (Teramo). "A me, comunque, più che il paesaggio fisico interessa il paesaggio umano, che è ciò che ti plasma più di tutto".






