E dunque carissimo Kento, ovvero il 48enne Francesco Carlo, qual è la prima esigenza, la prima urgenza, la prima richiesta dei ragazzini di oggi? «Detta così è molto semplice: essere ascoltati».
Poi, chiaro, ci passa l’infinito. Ma a furia di chilometri e di incontri nelle scuole e di visite nelle carceri e di esplorazioni, ampie e trasversali, sia urbane sia di provincia nella geografia dell’adolescenza d’Italia, ad ascoltare, ascoltare, ascoltare, il tutto unito al primo lavoro, quello appunto di musicista, un rapper di quelli definiti impegnati, militanti, che però ha anche un ruolo di mediatore culturale che s’è guadagnato sulla strada, ecco oggi Kento è una delle primissime voci da ascoltare sul tema oggetto del Corriere, e qui approdata all’ottava puntata: la generazione dei maranza.
(Premessa per i neofiti del medesimo tema: per maranza, la Treccani intende un giovane che fa parte di comitive o gruppi di strada chiassosi caratterizzati da atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga, riconoscibili anche dal modo di vestire appariscente con capi e accessori griffati, spesso contraffatti e dal linguaggio volgare. Al contrario di una opinione diffusa, non esiste una peculiarità per nazioni o continenti, i maranza non sono soltanto, come si crede e ripete, nati all'estero oppure figli di seconda generazione venuti al mondo in Italia da genitori per lo più nordafricani.






