«Provo rabbia di fronte a questo primo accenno di verità. Anche se si tratta solo di un piccolo passo, fa ancora più male sapere che tutto questo avrebbe potuto essere evitato». Ad affermarlo con tono deciso è Roberta Jaconis, sorella di Chiara, la trentenne padovana morta il 17 settembre dello scorso anno all’Ospedale del Mare di Napoli — oltretutto alle 10.45, la stessa ora in cui era nata nel 1994 — dopo essere stata colpita, due giorni prima, da una statuetta in onice lanciata da un balcone al terzo piano di uno dei palazzi dei Quartieri Spagnoli.
Chiara Jaconis uccisa da una statuetta a Napoli. La sorella: «Provo rabbia, fa male sapere che poteva essere evitato»
Padova, l'oggetto sarebbe stato lanciato da un tredicenne: «Non passa giorno senza che io la pensi, adesso vogliamo giustizia»











