Con la cuffietta da bagno, con il vestitino da notte, sul divano mentre guarda la tv e poi i giochi con la palla, le gag da video virali e una marea di foto buffe per risaltare i loro grandi occhioni e il musetto tanto carino. Le lontre, in certe zone dell'Asia come il Giappone, sono ormai diventati animali domestici iconici e comuni, custoditi nelle case e nei bar a tema, come fossero cani o gatti da noi. Per via delle loro espressioni carine e quei tratti perfetti per chi è cresciuto con la cultura dei manga, i minuti carnivori Aonyx cinereus - anche noti come lontre dalle piccole unghie o lontre nane - ormai da diversi anni sono popolarissimi nel Sol Levante, tanto da poter facilmente incontrare le lontre perfino in centinaia di cafè a tema dove gustarsi una colazione mentre si accarezza il pelo morbido degli animali. Eppure, sostengono da tempo biologi e scienziati, c'è un lato oscuro molto preoccupante che riguarda questo fenomeno: per soddisfare la nostra voglia di coccole l'uomo sta sottraendo agli ecosistemi predatori ai vertici della catena, come appunto le lontre, attraverso traffici illegali spesso collegati alla Thailandia.

In natura questi animali, soprattutto in Asia, vivono fra una fitta vegetazione dove si trovano fiumi ed estuari: socievoli, sono abituati a stare in gruppo e comunicano con una vasta gamma di suoni che hanno fatto innamorare molti bambini di quelli che ormai, in Giappone, vengono considerati animali "pets", da tenere addirittura nella propria cameretta. Ma per questa specie, considerata come "vulnerabile" dalla famosa Lista Rossa dell'Unione per la Conservazione della Natura (IUCN), la nuova moda sta incrementando i rischi di sopravvivenza già implementati dalla perdita di habitat, la crisi climatica e dal commercio, in passato, legato alle pellicce. Anche per questo motivo la lontra dalle piccole unghie dal 2019 è stata inserita e protetta dalla Convenzione CITES, quella che regola il commercio della fauna selvatica, e non dovrebbe essere commerciata se non in casi eccezionali. Eppure, testimonia un nuovo studio pubblicato da ricercatori giapponesi e thailandesi su sulla rivista Conservation Science and Practice, la maggior parte delle lontre che oggi si trovano in Giappone come animali presenti nei caffè (alcuni dei quali vendono poi gli animali ai privati), sarebbero entrate nel Paese attraverso traffici illeciti che contribuiscono al declino della specie.