C’è una vecchina che, con calma serafica, catechizza un orso, che ha un tono quasi dimesso. E c’è una donna minuta, anche lei anziana, una bandana come copricapo, che in un campo coltivato ne redarguisce un altro, quasi mortificandolo, o che gli dà da mangiare della frutta. Dialoghi quasi fiabeschi a tu per tu, atteggiamento confidente come tra affabili interlocutori: in Giappone sono sempre più i video, generati dall’intelligenza artificiale, che mostrano singolari incontri ravvicinati con gli orsi, spesso senza conseguenza alcuna per gli esseri umani. Il tutto mentre il Paese è alle prese con un numero record di attacchi mortali agli esseri umani.

Quanto basta, ammoniscono gli esperti, per creare una visione distorta della natura. Sul banco degli imputati finiscono i social e i content creator: l’algoritmo di TikTok sembra premiare le clip iperrealistiche che mostrano gli animali che interagiscono con esseri umani. Da un lato, i video che quasi incoraggiano gli incontri; dall’altro immagini cruente, anche in questo caso generate dall’IA, che alimentano l’ansia nell’immaginario collettivo. Mostrando - per esempio - un orso che scappa con un cane tra le fauci. E ancora: finti telegiornali che segnalano avvistamenti di orsi nell’area d’interesse e, caso ancor più emblematico, una clip che ritrae persone che combattono contro gli animali, sconfiggendoli.