Colli di bottiglia amministrativi e politici, ma anche difficoltà nel conciliare le incertezze o le opposizioni – in alcuni casi a priori – delle comunità locali con gli obiettivi nazionali e comunitari di produzione di energia rinnovabile. Oggi sono queste le principali difficoltà che si riscontrano nella realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici o eolici. Il dissenso delle comunità viene analizzato nel recente position paper del Laboratorio Ref Ricerche dal titolo “Per chi girano le pale? Accettazione sociale nei progetti di generazione rinnovabile e best practice”.
Secondo il report, compensazione ambientale, crowdfunding e un progetto condiviso con il territorio sono tre soluzioni che possono incrementare l’accettabilità sociale degli impianti e ridurre la pressione sugli enti pubblici.
Un primo approccio si basa sul riconoscimento alla cittadinanza di una compensazione di tipo economico per il disagio che verrà arrecato – per esempio maggiore traffico locale, aumentati livelli di rumore, diminuzione del valore delle proprietà immobiliari nella zona . Nel caso dell’impianto di essiccamento fanghi a Parona (Pv), gestito da A2A Ambiente, è stato attivato un meccanismo di compensazione ambientale diretta: ogni famiglia del Comune ha diritto a uno sconto in bolletta fino a 250 euro all’anno.






