Sono circa 144mila gli italiani che convivono con la sclerosi multipla (SM), ma uno su dieci è invisibile al sistema sanitario. Cerca risposte, chiede assistenza, ma spesso si scontra con muri di silenzio e burocrazia. Sono le Hard to Reach, quelle persone che il sistema non riesce a raggiungere, non riconosce, non prende in carico. Parliamo di oltre 14mila pazienti che vivono senza un riferimento certo, senza percorsi di cura e assistenza sociale adeguati.

Il dato emerge dal progetto “Hard to Reach”, realizzato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) con il sostegno del ministero della Salute e presentato alla Camera insieme al “Barometro SM e patologie correlate 2025” realizzato dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) per la Giornata mondiale della sclerosi multipla che si celebra il 30 maggio, in occasione della quale anche la facciata di Palazzo Chigi si tingerà di rosso.

Hard to Reach: più bisogni, meno risposte

Le 14mila persone che il sistema sanitario non intercetta hanno tra i 45 e i 60 anni, convivono con otto sintomi della SM, e nel 47% dei casi affrontano anche altre patologie croniche concomitanti. Il 61% vede insoddisfatti i propri bisogni riabilitativi mentre il 59% non ha supporto psicologico. Dopo un ricovero, il 62,3% non riceve alcun aiuto e il 45,3% ha bisogno di assistenza domiciliare ma due terzi di loro non riesce ad averla.