Il Gran Premio di Monaco ha visto ancora una volta le monoposto di Formula 1 percorrere le stradine del Principato senza la possibilità di sorpassare, se non attraverso l’undercut. Infatti, la nuova regola del doppio pitstop non ha prodotto i risultati sperati in termini di spettacolo, ma ha evidenziato come sia complessa la strategia in F1 e l’interpretazione della nuova regola è stata varia da team a team. In termini di scaltrezza, si sono manifestate ai due estremi le scelte della famiglia Red Bull – Racing Bull e quelle della scuderia Mercedes.

I primi hanno magistralmente interpretato le possibilità offerte dalla nuova regola: Max Verstappen, in piena atmosfera da Casinò, ha scommesso sul rosso di una bandiera che lo avrebbe fatto ripartire in pole; le due vetture di Faenza invece hanno ottimizzato la doppia partenza in top 10 portando a casa dodici punti preziosi grazie alla scelta di rallentare Lawson per favorire il doppio pitstop di Hadjar, primo pilota all’arrivo dietro ai big team. Al contrario, le due Mercedes (partite quattordicesima e quindicesima) sono state protagoniste di una domenica da dimenticare e non hanno saputo leggere la gara. La scuderia di Brackley raramente brilla a livello strategico e Toto Wolff è apparso molto frustrato dalla scelta della Williams di frenare il gruppo. Rallentare il ritmo al giro di 4-5 secondi è certamente antisportivo, però in Formula 1 non si vince facendo i cavalieri.