Stoccolma - «Il prossimo obiettivo? Un miliardo di abbonati». Serafico, apparentemente rilassato, Daniel Ek non nasconde le proprie ambizioni mentre parla ai giornalisti del futuro dell’azienda che ha creato ormai 19 anni fa, delle sue prospettive di crescita, della battaglia con Apple e poi, ancora, dei rischi e opportunità derivanti dall’AI. Del resto, gioca in casa: siamo a Stoccolma, nel quartier generale del colosso tech europeo, dove si svolge Open House 2025, l’incontro annuale tra il management global e la stampa. «Credo che in un futuro non troppo lontano una gran parte della popolazione mondiale potrebbe essere cliente premium di Spotify» aggiunge, chiarendo subito dopo che non c’è una vera e propria scadenza, ma che questa è la prossima grande “milestone”. Intanto Spotify può contare su 678 milioni di utenti con 268 milioni di abbonati di cui 100 milioni solo in Europa. Quel che si dice essere sulla buona strada.

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15 Agosto 2024

Riguardo alla battaglia con Apple, Ek non usa mezzi termini: forte della sanzione antitrust che l'UE ha imposto al colosso americano per le pratiche anticoncorrenziali contro la sua azienda (e che includono una multa record da 1,8 miliardi di euro), il CEO accusa l'azienda statunitense di temporeggiare troppo nell’adeguarsi al Digital Markets Act (DMA) dell'Unione Europea, la normativa volta a garantire una concorrenza leale nel mercato digitale. «Apple cerca di cogliere ogni opportunità possibile per eludere qualsiasi cosa qualsiasi governo o tribunale dica in qualsiasi Paese, è il loro modus operandi", taglia corto Ek. Pur riconoscendo l'importanza del DMA come strumento di garanzia per un mercato più aperto e libero, il CEO di Spotify sottolinea come certi ritardi nella sua applicazione rappresentino ancora un ostacolo alla crescita della sua come di molte altre aziende. L'auspicio è che un mercato più aperto possa sbloccare ulteriori innovazioni a vantaggio di consumatori e creatori, come ad esempio la possibilità (già implementata negli USA) di vendere audiolibri direttamente dalla piattaforma, precedentemente ostacolata dalle commissioni del 30% imposte da Apple attraverso il suo App Store.