Nei primi tre mesi del 2026 Spotify registra il secondo margine lordo più alto nella storia dell’azienda, una spinta del fatturato (+14% su base annua). E supera quota 760 milioni di utenti mensili e abbonati (dieci milioni in più rispetto al trimestre precedente). La piattaforma di streaming musicale, al ventesimo anno di vita, archivia un trimestre con risultati superiori alle attese su quasi tutti i principali indicatori.
Ma la guidance relativa ai mesi di aprile, maggio e giugno sono al di sotto delle stime degli analisti. Qualche dato della società svedese: i ricavi complessivi a 4,5 miliardi di euro (+8% anno su anno, +14% a cambi costanti); utile operativo da record sui 715 milioni di euro (+40% rispetto ai 509 milioni di un anno fa) e margine operativo lordo migliorato di 140 punti base in un anno, raggiungendo il 33%.
Subscriber premium a quota 293 milioni
Flusso di cassa attestato a 824 milioni, migliorando su base annua del 54%. Capitolo utenza. La crescita è del 12% su base annua. I subscriber premium hanno raggiunto 293 milioni (più tre milioni nel trimestre, +9% su base annua). Un aumento dei nuovi utenti arriva in prevalenza dai mercati fuori da Europa e Nord America.
Ed ecco le indicazioni per il secondo trimestre: utile operativo atteso a 630 milioni di euro, contro le stime di 684 milioni; ricavi a 4,8 miliardi; sottoscrittori premium a 299 milioni, poco meno dei 302 milioni previsti. Per Spotify il 2026 è l’«anno delle ambizioni crescenti». Per il co-ceo Alex Norström, superare i 760 milioni di utenti attivi su base mensile, centrare «gli obiettivi di crescita degli abbonati» e registrare «livelli di coinvolgimento solidi» è un gran passo in avanti.






