"La nostra società è soggetta a processi di cambiamento radicale in cui sono messi in discussione i valori etici, religiosi, culturali, politici, sociali sui quali è stato costruito ed ha potuto progredire per decenni il nostro sistema", perciò "tutti dovremmo compiere ogni sforzo per considerare la vera realtà che abbiamo di fronte, intenderla e affrontarla con un 'pensiero essenziale', mettendo da parte le valutazioni effimere, gli atteggiamenti superficiali": sono le parole del presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara, in occasione della presentazione del Rapporto Italia 2025 alla Biblioteca Nazionale di Roma.

Il quadro che emerge dallo studio conferma, da un lato, il permanere di una percezione diffusa di difficoltà e vulnerabilità, dall'altro evidenzia una resilienza familiare che si traduce in nuovi adattamenti. Più della metà degli italiani (55,7%) esprime una valutazione negativa sull'andamento generale dell'economia del nostro Paese nell'ultimo anno. Un quinto del campione (20%) ritiene invece che non vi siano stati cambiamenti rilevanti, indicando una sostanziale stabilita. Guardando al prossimo futuro, nel 36,7% dei casi gli italiani ritengono che la situazione economica italiana e destinata a peggiorare nei prossimi dodici mesi, il 30,9% è convinto che rimarrà stabile e il 9,5% che migliorerà.