"L'Italia è il paese più bello del mondo lo dico con obiettività.

Ma la bellezza da sola non garantisce il futuro. La storia insegna che anche le civiltà più avanzate possono declinare se vivono di rendita. Siamo davanti ad una stagione unica. Un governo stabile, uno standing internazionale rafforzato, indicatori economici migliorati in una congiuntura globale durissima, segnata dal ritorno della guerra come categoria della storia, ultimo quanto sta accadendo in Venezuela". Lo scrive l'ex governatore del Veneto Luca Zaia in un lungo intervento sul quotidiano Il Foglio in cui analizza 5 punti "cardine" per il centrodestra. "Come centrodestra sentiamo oggi una responsabilità storica: dimostrare di essere una forza di governo capace di leggere il presente per cantierare il futuro. Per i ragazzi di oggi, adulti di domani".

Il primo punto che prende in considerazione Zaia è "l'autonomia" che "non è una concessione né un capriccio identitario. È previsa dalla Costituzione repubblicana dal 1948. Il problema non è mai stato il testo costituzionale ma il modello centralista che si è affermato dall'inizio. Oggi ne vediamo i limiti. Il centralismo ha prodotto due Italie. Credo che l'autonomia sia, prima di tutto, assunzione di responsabilità. Non posso non sottolineare come esista una questione meridionale inaccettabile moralmente e intollerabile. Ma esiste anche una questione settentrionale: poche regioni in larga parte del Nord producono il residuo fiscale che tiene in piedi servizi essenziali in tutta l'Italia". "Politica estera: l'Italia come potenza di equilibrio. Quello degli italiani all'estero, figli dei grandi flussi migratori, è un network che è punto di forza unico in un contesto globale. Sono convinto che oggi l'Italia possa giocare un ruolo internazionale ben superiore al suo peso demografico. La stabilità politica restituisce credibilità. l'Italia può essere ponte tra Ue ed Usa".