Le sigarette elettroniche hanno superato quelle tradizionali, diventando il prodotto a base di nicotina più utilizzato tra i giovani.
Il 50% degli studenti le ha provate almeno una volta e il 40% ne ha fatto uso nell'ultimo anno.
L'età di iniziazione al fumo è sempre più precoce, così come il consumo combinato di più prodotti, tra gli ultimi arrivati, i 'sacchetti di nicotina'. Emerge da uno studio del Cnr tra gli studenti italiani in vista del No tobacco Day, promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. I dati mostrano che "l'industria cambia volto ma non bersaglio" ed è in corso "una lotta impari contro strategie di marketing che mantengono gli adolescenti nel mirino". I risultati dello studio Espad Italia 2024 condotto dal Laboratorio di Epidemiologia dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifc) mostrano che quasi la metà degli studenti delle superiori tra 15 e 19 anni (48%), pari a 1 milione e 180 mila adolescenti, ha provato le sigarette tradizionali almeno una volta, specie tra le ragazze (51%).
Oltre 750 mila ragazzi, pari al 30%, dichiarano di aver fumato nell'ultimo mese, in percentuale maggiore al Sud. Che si tratti di sigarette tradizionali o elettroniche, quasi la metà degli utilizzatori le ha provate entro i 14 anni, spesso spinto dalla curiosità (69%), mentre meno del 9% lo ha fatto per smettere con il fumo tradizionale. Questi prodotti presentano spesso "aromi accattivanti e modalità d'uso percepite come più moderne". Inoltre "sono sempre più spesso combinati al fumo tradizionale". La diffusione dei dispositivi a tabacco riscaldato è in crescita: il 14% ne ha fatto uso nell'ultimo mese. Ma l'ultima novità sono le buste di nicotina sintetica, unita ad aromi e additivi: si usano per via orale, senza combustione, il 6,8% degli studenti li ha provati almeno una volta e il 3% ne fa un uso corrente. "La sfida resta quella di contrastare un mercato in continua evoluzione, capace di immettere costantemente nuovi prodotti pensati per attrarre i giovani", conclude Sabrina Molinaro, coordinatrice dello studio.








