La ricetta è ambiziosa ma non impossibile. E passa innanzitutto da una legge nazionale chiara e organica per la mobilità non di linea, che superi le attuali frammentazioni locali. Poi c'è l'annosa questione delle regole a macchia di leopardo e serve dunque armonizzare le normative tra le città italiane, per evitare disparità e blocchi amministrativi. Il tutto dovrà passare per la promozione della concorrenza tra operatori e piattaforme, per aumentare la qualità del servizio e abbassare i costi per gli utenti. E infine gli incentivi: servono per l'elettrificazione delle flotte e la formazione professionale dei conducenti. Sono questi gli ingredienti del Manifesto per una migliore mobilità on-demand in Italia, il documento fondativo di Muoviti Italia, la coalizione presentata il 28 maggio alla Sala Stampa della Camera dei Deputati. Una rete trasversale di soggetti del mondo economico, tecnologico e istituzionale che si alleano per chiedere una riforma strutturale del comparto della mobilità non di linea, oggi bloccato da vincoli burocratici e normative anacronistiche.
Il patto
La coalizione ha più anime. A presentarla sono stati Alessandro Cattaneo (Forza Italia), Giulia Pastorella (+Europa), Andrea Giuricin, docente all'Università Milano Bicocca e portavoce di Muoviti Italia, oltre ai rappresentanti delle realtà che hanno aderito al progetto, come Aicalf (compagnie aeree low cost), Bolt (piattaforma di mobilità internazionale), Conftrasporto e Federazione Muoversì, che rappresenta il settore del noleggio con conducente (Ncc) guidata da un ex parlamentare, lo storico Andrea Romano.






