Accelerare la svolta sull’immigrazione e riscrivere le regole del Green deal, mettendo la flessibilità e la neutralità tecnologica al posto degli obblighi -capestro introdotti nella scorsa legislatura europea. Il progetto di Giorgia Meloni – e di un numero crescente di altri leader – ha fatto un passo avanti ieri a Bruxelles, nel vertice dei capi di Stato e di governo dei Paesi Ue. Nella lotta all’immigrazione irregolare il governo italiano si conferma capofila. Una riunione tecnica, cui parteciparanno i funzionari dei governi, si terrà a Roma il 5 novembre, per accelerare i negoziati relativi al nuovo regolamento sui rimpatri e alla lista Ue dei Paesi di origine sicuri (quelli i cui cittadini potranno essere trasferiti nei centri in Albania). Il risultato del loro lavoro sarà poi sottoposto alla ratifica dei ventisette capi di Stato e di governo. È il frutto dell’insistenza della premier italiana. Assieme alla danese Mette Frederiksen e all’olandese Dick Schoof, prima che iniziasse il vertice ufficiale Meloni ha organizzato una riunione informale con i leader che ritengono necessarie «soluzioni innovative» al problema dell’immigrazione. Un gruppo nutrito: hanno partecipato anche i capi di Stato o di governo di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia e Svezia. Tredici “falchi”, che intendono lavorare insieme per rendere più efficace il controllo delle frontiere. Ursula von der Leyen era lì e ha preso appunti.
Meloni, in Ue passa la linea italiana: nuove regole per ecologia e immigrati | Libero Quotidiano.it
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