La mia Milano comincia con un film in bianco e nero, e un sogno: andare a vivere nella Torre Velasca. Il film è Il vedovo, una commedia black del 1959 con Alberto Sordi e Franca Valeri, che abitano proprio nella Torre Velasca. Sogno realizzato: sulla Torre, dopo aver visto il film, ci sono poi andato a vivere davvero, per due anni.

La mia Milano, per me che sono cresciuto a Roma e che ho studiato a Venezia, al Collegio Navale Morosini, è nata così, con un innamoramento da lontano, attraverso film e libri, e con i festeggiamenti per i miei 18 anni: avevo chiesto un permesso speciale per uscire dal collegio e raggiungere mia madre e mio zio Antonio, un antiquario che ha formato molto il mio gusto, a Milano.

Mi portarono a cena da Bice, che rimane uno dei miei ristoranti preferiti. Quella Milano, che ho poi rivisto negli anni Novanta, con la nebbia, fiabesca, che mi ricordava certe strade di Zurigo, è diventata oggi la mia: gli uffici e lo showroom di Nemo Lighting, di cui sono amministratore delegato, sono infatti in via Borgonuovo, dietro la Pinacoteca di Brera, e io abito poco lontano. Qui, in questo reticolo di strade, mi muovo a piedi. Torno spesso a cena da Bice (tra i miei piatti preferiti il risotto e, quando sono di stagione, i carciofi) o alla Torre di Pisa. Un po’ fuori zona, ma sempre un classico, l’Antica Trattoria della Pesa, con il suo risotto al salto: mi diverte sempre pensare che qui – e lo ricorda la lapide – lavorò come cuoco Ho Chi Minh. Forse anche perché Hanoi è stata una delle mie prime destinazioni quando, appena laureato in Giurisprudenza, ho deciso di lavorare tra Vietnam, Pechino, Hong Kong. La passione per il design è venuta dopo, con il mio incontro con Ernesto Gismondi di Artemide: ero uno dei suoi avvocati.