Vuoi i miei soldi in prestito? Allora devi sottostare - in tutto o in parte - alle mie condizioni. E’ uno dei modi con cui può commentarsi la notizia che El Salvador -precursore a livello statale del bitcoin - smantellerà il suo il Chivo Wallet entro la fine di luglio.

Ma andiamo con ordine. Di recente, lo Stato centro americano ha concluso un accordo miliardario con il Fondo monetario internazionale. Un’intesa finalizzata a rafforzare le finanze pubbliche e affrontare gli squilibri macroeconomici del Paese. Chiaro che l’Fmi, tra le varie contro-partite, ha voluto per l’appunto lo smantellamento della partecipazione del settore pubblico al portafoglio Chivo entro la fine di luglio.

Quest’ultimo aveva debuttato sul mercato a settembre 2021 come strumento per promuovere l’adozione di bitcoin. Lo scorso marzo, nell’ambito degli accordi di trasparenza firmati con lo stesso Fmi, il governo aveva pubblicato i bilanci del wallet, che ne avevano confermato l’operatività in perdita. A ben vedere, però, con l’attuale balzo in alto delle quotazioni della cripto regina il consuntivo deve essere notevolmente migliorato.

Ciononostante, il prestito del Fondo monetario internazionale è subordinato alla condizione di uscita di El Salvador dal portafoglio digitale. L’organizzazione- in generale- ha riferito di aver concluso la prima revisione dell’Extended Facility, approvato lo scorso febbraio, che include impegni fiscali.