Un dolore immenso, Israele si fermi, i palestinesi non saranno mai cacciati da Gaza. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante l’informativa alla Camera, condanna la reazione del governo israeliano “al terribile e insensato atto terroristico” del 7 ottobre, perché adesso “sta purtroppo assumendo forme assolutamente drammatiche e inaccettabili".
I banchi del governo e delle opposizioni sono pieni. Presenti, tra gli altri, il vicepremier Matteo Salvini, i ministri Guido Crosetto, Alessandro Giuli, Roberto Calderoli e Gilberto Pichetto Fratin, la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5S Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. Quanto avviene a Gaza, dice il vicepremier di Forza Italia, che si definisce “amico” di Israele "suscita un dolore immenso. La popolazione della Striscia sta pagando da troppo tempo un prezzo altissimo”. Chiede il cessate il fuoco: “I bombardamenti devono finire, l'assistenza umanitaria deve riprendere al più presto, il rispetto del diritto internazionale umanitario deve essere ripristinato. Hamas deve liberare immediatamente tutti gli ostaggi che ancora sono nelle sue mani, che hanno il diritto di tornare alle proprie case”.
E poi ancora: "Voglio ribadirlo anche oggi in quest’aula con la massima chiarezza. L’espulsione dei palestinesi da Gaza – dice Tajani - non è e non sarà mai un’opzione accettabile. Per questo sosteniamo con convinzione il Piano arabo a guida egiziana per la ripresa e alla ricostruzione della Striscia, che è incompatibile con qualsiasi ipotesi di sfollamento forzato. Come ho ribadito più volte insieme al ministro Crosetto – aggiunge – l’Italia è pronta a contribuire a un’eventuale missione internazionale di mantenimento della pace nella Striscia di Gaza, sotto l’egida delle Nazioni Unite e a guida araba. Siamo convinti che il ruolo dei Paesi arabi moderati sia la chiave di volta per costruire una nuova architettura politica e di sicurezza nella regione”.









