«Il nostro business per un terzo è negli Stati Uniti, dove però abbiamo una produzione diretta ormai da dieci anni: i dazi sono un problema relativo». Il racconto di Fabrizio Tomasich, direttore vendite Italia di Goglio, rappresenta tuttavia più l’eccezione che non la regola. Per un settore, quello dei macchinari, che guarda invece con qualche apprensione aggiuntiva le mosse di Trump e i suoi continui “stop and go” sui livelli tariffari da applicare all’Europa.

Comparto in vetrina a Milano nella rassegna Innovation Alliance, che raggruppa logistica, macchinari per gomma-plastica, macchine grafiche e soprattutto packaging, comparto che si sviluppa all’interno di otto degli 11 padiglioni occupati dalla rassegna a Fiera Milano. Packaging, nonostante tutto, che guardando ai progressi del primo trimestre per commesse e vendite, potrebbe quest’anno per la prima volta superare la soglia dei dieci miliardi di ricavi, dai 9,5 del 2024.

«La situazione resta comunque complessa - spiega il presidente di Ucima e numero uno dell’omonima azienda Riccardo Cavanna -, anche perché l’incertezza sui dazi non riguarda solo il mercato statunitense ma colpisce anche altri mercati di fornitura degli Usa, come Messico o Canada. Sa fa una gran fatica e c’è grande concorrenza sui margini ma noi ad ogni modo puntiamo a confermare i dati dello scorso anno, con il record di 100 milioni di dollari di vendite».