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Negli ultimi giorni Instagram, TikTok e X si sono riempiti di video che mostrano scene quotidiane estremamente realistiche, ma realizzati in realtà con il nuovo modello di intelligenza artificiale presentato da Google la scorsa settimana, Veo 3. Hanno generato velocemente reazioni tanto entusiaste quanto allarmate, perché in molti casi anche per gli occhi più allenati può essere difficile riconoscere che le persone rappresentate non esistono davvero. Un filone particolarmente popolare di questi video mostra uomini e donne creati e animati dal software mentre negano di essere prodotti dell’intelligenza artificiale, con effetti particolarmente inquietanti.

Per il realismo e la nitidezza delle immagini prodotte Veo 3 è sembrato da subito superiore a servizi simili offerti dalla concorrenza, come Sora di OpenAI. Funziona come un normale chatbot: all’utente basta digitare una descrizione testuale del video che vuole ottenere (detta prompt), e in un paio di minuti al massimo ottiene una clip di otto secondi. A rendere il modello particolarmente sofisticato è la possibilità di aggiungere anche rumori, colonne sonore e persino dialoghi, includendoli nel prompt. Alcuni dei video pubblicati in questi giorni sembrano provenire da film o serie tv, altri da telegiornali, altri ancora spezzoni delle tipiche interviste per strada di TikTok.