Di questi tempi, dentro casa Juve, tira un po’ aria da «Margin call», il bel film ispirato ai giorni, e alle notti, del crack di Lehman Brothers, quando qualsiasi manager poteva ritrovarsi licenziato, da un momento all’altro: là fu la crisi dei subprime del 2008, qui la tribolatissima stagione bianconera, tra flop in Champions League, disonore in Coppa Italia e un quarto posto in campionato acciuffato solo all’ultima sfida, su rigore. Dopodiché, la serie di infortuni hanno contribuito (e non poco) a inclinare il destino, ma l’impressione è che il risultato sia stato cinico ma non baro.

Insomma (quasi) nessuno è sicuro del lavoro, alla Continassa, dall’amministratore delegato in giù. E, soprattutto, nessuno sa nulla di preciso, perché non è questione di società, ma di proprietà.